ferro e agosto

con il nuovo anno vengono nove sorprese.

Molt più debiti e carovita fanno si che tanta gente faccia le ferie accorciate, oppure le fa a casa sua, oppure, nel peggio dei casi, non le faccia affatto.

Mentre un esercito di lavoratori precari e non, si rompe il filo della schiena tutti i giorni per poter scambiare la propria paga con viveri, affitto e qualche piccola lussuria, una minoranza (non solo politica) vive nella furbizia cogliendo ciò che il lavoratore onesto non vede, o vede giustamente nella maniera losca.

Mi chiedo quanto ancora riuscirà a durare lo stato attuale delle cose, quanta pressione reggerà ancora il sistema, o meglio, la gente. Mi chiedo dove andrà a finire la generazione di giovani di oggi, come reagirà il giorno che crescerà alle tante mancate occasioni di rendere il mondo migliore. E mi chiedo in tutto questo, dove sono i loro genitori.

Un sacco di domande, ma poche risposte precise e sicure.

nella speranza che ognuno riesca a rendere il suo modo migliore, e dopo si accorga di fare parte di un mondo sociale.

2 Risposte a “ferro e agosto”

  1. E’ tutto vero, pero’ in quello che hai scritto, secondo me, c’è un errore di prospettiva. L’attuale stato delle cose si è già rotto. Di questo (come hai messo nel post precedente) ci parla il fallimento del WTO e tutto quello che ne consegue; le vittorie della sinistra d’ alternativa in SudAmerica (Chavez, Morales e speriamo presto Correa) e financo l’intervento russo in Georgia come volontà di inversione dei rapporti Usa nelle ex repubbliche sovietiche.L’unico problema è che la rottura non si produce sempre e comunque a sinistra. Non esiste alcuna prova che “il cambiamento” sia sempre progressivo. Questo è il nostro “compito” oggi: ricostruire la sinistra d’alternativa nel fuoco delle contraddizioni e del conflitto sociale, con tutti i soggetti che tu, giustamente, hai identificato. Come farlo, sono convinto che solamente la pratica giorno per giorno e la costruzione di nuovi luoghi (fisici, comunicativi, collettivi, umani) dove parlare e confrontarci sapranno indicarci la strada.
    Cmq avremo occasione di parlarne.
    Un abbraccio estivo,
    Stefano

  2. ho trovato molto interessante il tuo blog,complimenti…
    per quel che riguarda la risposta a questo post io penso cosi’:tutto resistera’ fino a che’ l’italiano non si sveglia da questo coma mediatico;tutto restera’ cosi’ fino a che potremo ogni giorno avere un cavolo di telefonino tra le mani,la macchina per entrare dentro il bar a fare colazione e i gol di shevchenko o amauri ogni domenica…
    con queste cose tra le mani l’italiano pensa sempe di essere un signore mentre nn si accorge cosa sta realmente succedendo…..cioe’ che la fine e’ davvero vicina:ecco perche’ spero che la benzina arrivi presto a 5 euri al litro e che nn potremmo piu’ permetterci la rata di 10 euri al mese per pagare il telefonino,perche’ forse ci sveglieremo tutti e forse ci impegneremo a cambiare davvero le cose….ma sara’ sempre purtroppo tardi…

    un saluto…adriano

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