lettera aperta al tirreno
Dopo aver letto vari articoli e provatone sulla pelle la situazione sociale, sento il bisogno di esprimere la mia opinione nei confronti di una città in cui vivere è diventato molto difficile…
Da un po’ di anni Pietrasanta ha cambiato sia volto che intestino. L’anno scorso, in pochi mesi, il centro storico ha perso negozi “storici” come gamba elettrodomestici, l’esagono ferramenta, il biciclettaio in via Garibaldi e molti altri nel corso del tempo. Sono aumentate invece, banche, enoteche e mostre d’arte. La città è diventata (come corre voce) una “piccola atene” per il turista, da mettere in cartolina su uno scaffale. Un’altro segnale è dato dalla statua di bronzo all’ingresso del centro storico sotto l’ arco, che testimonia la volontà di fare del lapideo un “ricordo”.
Si stanno facendo passi sempre più concreti verso un centro storico ad area pedonale.
Tutto questo a favore del turismo, e tra una visita e l’altra di personaggi noti che si congratulano con il sindaco del buon lavoro svolto…
E` ora di farla finita con tali (“insensate”) questioni, perché anche tra i giovani c’è interesse per come la città viene amministrata, vorrei dirlo chiaro e forte, alcuni di noi non pensano solo al divertimento e alla propria vita privata.
Ci sono persone che vorrebbero crescere e poter avere fiducia e rispetto nelle istituzioni: se questi sono gli esempi che ci danno, secondo me non sono né valorosi né da seguire; per fortuna si possono trovare altri modelli da osservare, da cui imparare, altre fonti e persone.
Nella speranza che si venga presto ad una svolta e ad un cambiamento di questa città storica è bene che ognuno si esprima in proposito.Lucien Cattai