dal tirreno 20/10/2007


I 22 mesi che hanno cambiato una città

Dal gennaio 2006 a oggi, le tappe dell’indagine e i primi scontri giudiziari

PIETRASANTA. Il “Big one”, il terremoto che ha scossa dalle fondamenta la politica versiliese, scoppia il 31 gennaio 2006: alle 7 di mattina la Guardia di Finanza esegue 8 ordinanze di custodia cautelare. Nel carcere di Lucca finiscono il sindaco Massimo Mallegni, l’assessore ai lavori pubblici Alfredo Benedetti, il dirigente dell’urbanistica Dante Galli, il presidente degli albergatori Franco Fantechi e gli imprenditori Giuseppe Coluccini e Marco Fantechi; ai domiciliari il padre del sindaco Mario Mallegni e il capo di gabinetto Adamo Bernardi. Altre 27 persone risultano indagate.Accuse pesanti. Il quadro accusatorio ricostruito dal procuratore della Repubblica Giuseppe Quattrocchi e dal pm Domenico Manzione è composto da capi di imputazione pesanti. Il filone principale riguarda la corsia preferenziale che il Comune avrebbe garantito a un gruppo di imprenditori per una serie di operazioni immobiliari concentrate soprattutto a Marina. In cambio, il sindaco e altri esponenti dell’amministrazione avrebbero goduto di generosi benefit, in denaro ma non solo. A sei degli indagati (Massimo e Mario Mallegni, Benedetti, Coluccini e Fantechi) viene contestata l’associazione a delinquere. Altra parte dell’indagine (che vede coinvolto anche il capo della polizia municipale Roberto Buratti) si occupa delle minacce nei confronti di alcuni vigili urbani, per smantellare i controlli sull’edilizia. Infine, per Massimo Mallegni c’è anche l’accusa di voto di scambio.Difese e dimissioni. Gli interrogatori degli indagati cominciano immediatamente. Il primo a ottenere gli arresti domiciliari è Dante Galli, il 6 febbraio. Davanti agli inquirenti, il sindaco Mallegni sostiene la sua innocenza. Il 4 febbraio Mallegni si dimette da primo cittadino, manifestando l’intenzione di candidarsi alle elezioni politiche. Dimissioni che saranno poi revocate il 20 febbraio. Il 7 marzo il consiglio comunale respinge la mozione di sfiducia presentata dall’opposizione che chiede di andare alle urne. Quattro giorni dopo il sindaco lascia San Giorgio: gli sono stati accordati i domiciliari. Nuovi indagati. Il 21 giugno 2006 arriva l’avviso di fine indagine. Un passaggio formale da parte della Procura che, però, contiene alcune novità. Come l’ingresso nel novero degli indagati di Fabio Mazzoni (favoreggiamento), Gianfranco Lenzi (peculato e falso ideologico), Marco Pelliccia (falso e abuso d’ufficio) e i vigili urbani Adone Beluffi e Roberto Barattini (accusati il primo di falso e abuso d’ufficio e il secondo di abuso d’ufficio). Escono invece dall’affaire-Pietrasanta l’ex assessore al turismo Luciano Sommariva (per la vicenda di villa Marzia), il funzionario comunale Giuliano Guicciardi (reticenza sulle riunioni per il Comparto 51) e l’ingegner Andrea Biagiotti, incaricato del collaudo del campo Pedonese.Il sindaco libero. Massimo Mallegni riassapora la libertà il 5 luglio 2006, più di cinque mesi dopo l’arresto. Per lui il primo “impegno” è un po’ di relax al mare a Tonfano, con la compagna Paola Marucci (anche lei indagata) e un giro in bicicletta coi figli. Il giorno successivo torna in Municipio per svolgere la sua funzione istituzionale.Le richieste del pm. A quasi un anno dallo scoppio del caso, il 15 gennaio 2007, arrivano le richieste di rinvio a giudizio della Procura. La novità più importante riguarda il processo chiesto anche per 4 società: Futura srl, Balfin, Immobiliare Euro e Lotti costruzioni.Vigili contro il sindaco. L’udienza preliminare (di fronte al capo dei gip Carlo Annarumma) si apre il 27 marzo (subito aggiornata al 21 settembre). Novità di rilievo: la costituzione di parte civile di sette degli otto vigili urbani che, secondo l’accusa, sarebbero stati vittime di mobbing da parte del sindaco, di Adamo Bernardi e di Roberto Buratti. Dopo aver respinto quasi tutte le eccezioni difensive (eccetto per lo stralcio della posizione di Dante Galli, comunque recuperata in seguito), il 23 ottobre il pm Domenico Manzione conferma le richieste di rinvio a giudizio. (L.C.)

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