Lega nord? un nome che potrebbe entrare nella storia come il nazionalsocialismo?

Posted in I MIEI PENSIERI, QUESTIONI INTERNAZIONALI con i tag on Novembre 5, 2009 by culturaepotere

incredibile questo nuovo millenio, la destra cerca di accapparrarsi i voti degli elettori di sinistra attraverso propaganda politica sociale…

Dove andremo a finire di questo passo? destra-sociale mi ricorda molto il fascismo… potremmo andare a finire lì se non si sta attenti…

ma forse non si vuole più stare attenti… forse ci interessa solo la “sicurezza”?!? e la stabilità, e, guardando nella storia, in questi casi la gente baratta la sua libertà e integrità di essere umano per dare spazio alla sopravvivenza (molto spesso economica) pratica…da ciò fascismo, nazismo, comunismo di stato… tutte forme totalitarie di potere. Rubato al popolo in alcuni casi, in altri imposto direttamente dall’ alto attraverso lo strumento sociale della violenza, della paura, della diffidenza, grandi armi, capaci di ottenere il consenso politico di massa.

Se guardiamo ancora nel passato, possiamo notare come sia il partito nazionalsocialista tedesco sia il partito fascista agli albori ottengono pochi voti, per poi crescere e farsi un nome e per poi ad un certo punto esplodere in tutta la loro violenza e prendere il sopravvento (in una situazione economica precaria) diventando partiti dominanti a maggioranza.

Analogie si presentano anche nel loro modo di affermarsi socialmente, sia si parli di squadracce fasciste, di SA Tedesche, o delle ronde(che, seppur senza o con limitati effetti di violenza contraddistinguono un modo ben preciso di pensare). Questi gruppi, inizialmente anticostituzionali e sul limite dell’ illegale, piano piano si affermano come presenza stabile nelle città.

Ancora, sul piano dell’ ideologia. e questo a mio avviso è la causa scatenante del problema. Lega Nord fa continua leva su come immigrazione sia il male del paese. O il sud. Tutti quelli che non sono abitanti del nord da più di 20 anni (perchè se parlassero di padani d.o.c parlerebbero di nessuno in pratica), sono il male del paese.

Odio, intolleranza, diffusione della paura, dell’ incertezza. Parole d’ ordine.

Parole che gonfiano le vele di una barca che sta andando verso il totalitarismo.

Il problema dell’ immigrazione, e qui do la mia, è un problema assai di peso minore di quanto si voglia credere, e, deve essere affrontato non con la violenza e con la repressione, ma con soluzioni reale tenendo in considerazione sopratutto il mondo cosmopolita di oggi.
Questa situazione, che in italia comincia a farsi sentire sopratutto dal 2000, è presente in america da oltre 20 anni.
Gli stati uniti però hanno un grande vantaggio rispetto a noi. Sono per natura storica un paese multi-etnico, quindi hanno meno problemi ad accettare la fusione di una società composta da centinaia di etnie.
La francia e l’ Inghilterra, un altro esempio, sono anche loro da tempo multi-etniche, causa dei loro imperi ex-coloniali.

L’ italia, al contrario, non ha mai visto fenomeni di immigrazione intensiva, se non negli ultimi 10 anni (se si esclude gli Albanesi negli anni ‘80 e negli anni ‘60 le grandi migrazioni interne).

Anzi, si ha semmai, un’ esperienza negativa(in riguardo a questa questione), quella del turismo, che rappresenta per l’ italia l’ unica esperienza di scambio inter-etnico, e che in quanto di natura turistica, non può essere sufficente. (parlo di tutto questo escludendo televisione, filmati, mass-media in generale per capire il fenomeno)

Bisogna quindi interpretare questo fenomeno in modo diverso, ascoltando non la lega nord, Ma chi veramente potrebbe avere cognizione di causa mentre parla. Bisogna guardare a quelle nazioni e società che hanno più esperienza di noi in questo campo. Bisogna cercare risposte da qualcun altro, o anche qualcuno che presenta valide soluzioni.

Solo così si potrà evitare il fenomeno peraltro allarmante delle ronde e dell’ esercito in strada.

Anniversario dell’ incendio alla marcinelle

Posted in I MIEI PENSIERI on Agosto 9, 2009 by culturaepotere

MARCINELLE (BELGIO) – “Non si muore mai, finché il ricordo rimane nella collettività”. A cinquantatre anni dalla tragedia che tolse la vita a 262 minatori, tra i quali 136 italiani, il presidente della Camera Gianfranco Fini parla alla piccola folla di emigranti e figli di emigranti giunti a Marcinelle per celebrare l’anniversario. Ma parla, in realtà, all’Italia intera. Lui, come il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, di cui Fini legge un messaggio, sottolineano la necessità di ricordare un passato non troppo lontano, perché sia monito per l’oggi. Gli appelli alla “piena integrazione” e alla “non discriminazione” di chi arriva in Italia in cerca di lavoro, suonano come richiami a un governo che ha fatto della linea dura contro gli immigrati una bandiera. C’é il cielo grigio, sopra Marcinelle. Un’atmosfera plumbea fa da sfondo alla cerimonia di commemorazione, durante la quale Fini depone delle corone di fiori davanti ai monumenti che, nel cimitero e nella ex cava di Bois du Cazier, ricordano le vittime della strage. Attorno a lui, tanta partecipazione. Ci sono gli ex minatori, con la caratteristica casacca blu di tessuto povero, il fazzoletto rosso al collo e sulla testa il casco nero. Ci sono gli alpini (l’8 agosto 1956 nelle cave di Marcinelle ne morirono 52). E poi ci sono emigranti che vivono in Belgio da una vita, ma parlano ancora l’italiano con un’inflessione dialettale. E figli di emigranti, giunti per l’occasione dall’Italia. Ci sono, infine, delegazioni istituzionali. Tra le altre, quella dei parlamentari eletti all’estero e quella del comune di Manoppello (Abruzzo), che contò ben 22 vittime. “Lo dica all’Italia di ricordarsi gli italiani in Belgio: non siamo stranieri”, dice qualcuno a Fini. Ma all’interno di una delle strutture di mattoni rossi della ex miniera, il ricordo degli italiani vittime in Belgio del loro lavoro, diventa soprattutto l’occasione solenne per lanciare un monito a un Paese che in pochi decenni si è trasformato da terra di emigranti a meta di immigrati. La “piena integrazione” e la sicurezza nei luoghi di lavoro sono “esigenze sociali e civili” e “diritti fondamentali”, scrive Giorgio Napolitano. Fini aggiunge: “Il lavoratore merita rispetto anche se non ha il papier, il documento”. E ancora: “Coloro che considerano i lavoratori stranieri come persone che oggi servono e domani non più, non hanno capito niente perché non conoscono la nostra storia e non sanno che in certi luoghi si rimane”. “Marcinelle è una pagina tragica di tutta l’umanità”, sottolinea il presidente della Camera. Che parla a braccio e raccoglie i più caldi applausi quando ricorda che gli emigranti partivano anche dal Nord Italia e che i lavoratori italiani di Marcinelle, che allora erano chiamati “musi neri” e vivevano nelle baracche ereditate dai lager, oggi sarebbero chiamati “extracomunitari”, “magari con un certo disprezzo”. Alla cerimonia fa pervenire il suo messaggio anche il ministro degli Esteri Franco Frattini, che parla di”un’emozione che non si è mai spenta nei nostri cuori”. Mentre il presidente del Senato, Renato Schifani, dice che “il sacrificio” degli emigranti ha reso l’Italia “il grande Paese che è oggi”. Usano toni sferzanti, invece, il segretario del Consiglio generale degli italiani all’estero, Elio Carozza, e l’ex ministro Mirko Tremaglia, che da Bois du Cazier lanciano agli italiani un appello all’accoglienza, come “atto di civiltà e umanità”. “Il reato di clandestinità è assurdo” dice senza mezzi termini Tremaglia, colui che da ministro ha voluto che l’8 agosto diventasse la “Giornata nazionale del sacrificio del lavoro italiano nel mondo”.

Un giovane con la speranza

Posted in I MIEI PENSIERI con i tag , , , , on Aprile 17, 2009 by culturaepotere

Mi ritrovo che sto camminando verso le poste. Sono le 11 di mattina, il cielo è in pieno colore grigiastro. Ha appena piovuto, e sono sicuro che ci sarà pieno, perchè quando piove così tanta gente non lavora. Sono anche consapevole di un’ altra cosa:

alle poste non ci sarà nessuno che conosco, o meglio dire nessuno della mia età. Apro la porta, prendo un biglietto e mi siedo,  aspettando il mio turno.

Ho fatto centro in tutte e due le cose, bingo. è pieno di gente, e nessun giovane. Tutte persone di media età, donne che si ritrovano per chiaccherare, uomini d’ affari, lavoratori. Tutti sopra i trentanni minimo. Dove sono finiti tutti i giovani? Dove sono tutti? dov’ è la nuova generazione? Osservo una donna, seduta che impasticcia con tanti fogli. Tra me e me penso, che magari sta occupandosi delle cose per suo figlio, oltre alle sue. Suo figlio/a ha delegato a lei il compito di occuparsi di pagare bollettini, roba simile. Tocca a me. Faccio quello che devo fare, poi esco.

Vado alla banca. Anche qui pieno di gente, e nessun giovane. Anzi c’ è n’ è uno. accompagnato da una cheprobabilmente è sua madre. Come probabilmente dovrà comprare qualcosa con lei dopo la banca. oppure altre cose, non lo so, ma sono sicuro che senza di lei, il figlio non sarebbe entrato lì.

Un altro pensiero comincia ad affiorare dentro di me; Io non dovrei essere qui. Cosa ci sto a fare. Potrei semplicemente delegare anchio a mia madre. Al posto mio qui ci dovrebbe essere lei, allora perchè io sono qui, in mezzo a questa gente, mi sento strano, mi sento solo, mi sento che non dovrei esserci.

E invece voglio esserci. Voglio essere qui, voglio essere rappresentato da me stesso, voglio occuparmi delle mie faccende, voglio essere adulto. Questo è uno dei primi passi. Io sono della nuova generazione, e voglio essere presente nella situazione.

Come detto prima, non abito lontano dai miei genitori e quindi potrei delegare a loro quando voglio. Sbagliato, io ci sono.

Parlando di altre cosa, non mi fermo neanche davanti hai soliti discorsi sul lavoro.

Ma che fai, prendi quel posto fisso, ti fa bene, che sei pazzo a rifiutarlo, cosa vuoi fare, fatti un pò di anni, e poi verrai rispettato.

Si perchè essendo giovane, fra tante persone non ho possibilità di parlare. O meglio, nessuno mi ascolta. Nessuno mi valuta, nessuno mi considera. Io me ne frego, andrò avanti per la mia strada, riuscirò a costruire qualcosa.

Io sono il futuro di questo paese, io sono una giovane speranza. Riuscirci, o fallire provando. Io ci riuscirò, non mi fermo davanti ha nulla. Non cedo, non mollo, non do nemmeno un centimetro a quelli che credono che essendo giovane non valgo nulla.

Io valgo, io ci riesco, io lo faccio.

IL Fallimento del sistema scolastico italiano

Posted in I MIEI PENSIERI, QUESTIONI INTERNAZIONALI on Marzo 23, 2009 by culturaepotere

IL Sistema scolastico Italiano

Il sistema scolastico italiano è uno dei fattori che ha portato il paese a essere lo stato che è oggi.
Esso non risponde delle reali necessità di uno studente.
Non considera il cambiamento in atto negli ultimi 10/15 anni della società, non è adattata ha quello che è diventata la società oggi.
Non prende in consierazione il fatto che il giovane di oggi, guarda la televisione, va su internet e fa uso costante del cellulare.
La scuola non si è potuta adattare (se non il minimo necessario) al modello di vita, ma anzi è rimasta indietro nel prorio modello organizzativo e istituzionale. Non offre argomantazioni interessanti, quando lo studente entra in classe non è motivato alla lezione, del proprio senzo civico e sociale. Solo quello che è necessario per arrivare in fondo all’ anno e nel migliore dei casi per avere buoni voti.

Nella società di oggi, la scuola è il perno e il fulcro della società stessa, della democrazia stessa e del sistema, In quanto la democrazia senza parole può essere paragonata ad una banana senza la parte commestibile, come una buccia vuota. E la parola è il senso stesso della scuola. La scrittura pure. la scuola deve quindi imparare a fondere la parola con la vita, i modelli di comportamento e le attitudini. La globalizzazione ha cambiato radicalmente gli stili di vita non solo dei giovani, ma anche degli adulti. Anche di questo la scuole risponde in modo chiuso, e separato, senza sapere ascoltare e riflettere sulla vita che uno studente porta dentro la scuola. Si adotta solo al minimo necessario

La scuola non riesce a capire l’ influenza che ha un giovane,
a partire dalla musica, dalle discoteche, dalle droghe,  hai ritrovi giovanili, al giovane stesso. Non riescio a dargli risposte, perchè gli fa le domande sbagiate. Non riesce ha entrare in contatto con lui, perchè si pone in modo totalmente sbagliato. E non riesce a fornirgli strumenti per affrontare la vita, perchè gli fornisce gli strumenti sbagliati.

Non riesce a dargli sbocco per i propri interessi, anzi viene vista come una cosa da affrontare per forza, senza dargli le motivazioni che ci sono dietro alla legge di andare a scuola fino a minimo 16 anni, non riesce a raccontargli come entrare o essere nella società con un linguaggio che il giovane può capire e interessarsi.

Se si considera il fatto che ci sono 600`000 lavoratori sotto i 18 anni in italia, si può vedere il fallimento della scuola nel suo obbiettivo di alfabetizzare, o meglio espandere il proprio vocabolario e il proprio bagaglio culturale.

Si può rilocare questo fallimento anche nella mancata disponibilità di fondi dati alla scuola pubblica, che comportano limitate disponibilità nelle iniziative, strumenti di pratica superati, in tutti i settori, sia nella scuola primaria e secondaria superiore, sia nell’ università.

Un altro motivo è la categorizzazione generale delle materie scolastiche: storia, italiano, matematica, in linea generale e poi latino, diritto, filosofia, geografia, ecc. Come si può limitare la scuola a materia solo istituzionali? e come si può affrontare queste materie già esistenti in modo da capire il mondo e riuscire a collocare i propri pensieri a riguardo?

Anche gli studenti stessi sono responsabili di questo falliemento, in quanto manca tante volte di adempiere i propri doveri. In tanti casi non conosce neanche i suoi diritti. Come giovane va tutelato però La colpa non è sua.

Certo ci sono alcune strutture organizzate e ci sono tanti progetti che le singole o scuole creano portano avanti, diverse attività , per dare agli studenti possibilità.
Ma in Linea generale il fallimento è predominante su tutto il resto.
Consideriamo un altro dato, che solo 5`000 persone si laureano in italia ogni anni, con la percentuale di laureati rispetto alle persone iscritte all’ unversità più basso d’ europa.

Come si può allora integrare la scuola così com’ è dentro questa democrazia che in due secoli di vita si è evoluta e ha conquistato quelli che sono i nostri diritti in quanto persone appartenenti alla società? Come è possibile che essa rimanga legata ad un “modus operandi” del passato?

possiamo dire che la democrazia di oggi e del futuro deve essere spinta e alimentata dagli studenti che escono dalla scuola e e dai giovani in generale. E quindi è necessario una rivoluzione o radicalizzazione totale della vita nella scuola e delle sue stesse istituzioni e strutture.

Posted in QUESTIONI INTERNAZIONALI con i tag , , , , , on Dicembre 10, 2008 by culturaepotere

ACQUA

Un bicchiere d?acqua toglie la sensazione di fame durante la notte per quasi 100 % delle persone in dieta

È quanto dimostra uno studio dell?università di Washington

La mancanza d?acqua è il fattore N° 1 della causa della fatica durante il giorno.

Studi preliminari indicano che da 8 a 10 bicchieri d?acqua al giorno potrebbero alleviare significativamente i dolori di schiena e nelle giunture nell?80 % delle persone che soffrono di questi mali.

Una semplice riduzione del 2% di acqua nel corpo umano può provocare incoerenza nella memoria a breve termine, problemi con la matematica e difficoltà nel focalizzare lo schermo del computer o una pagina stampata.

Bere 5 bicchieri d?acqua al giorno diminuisce il rischio di cancro al colon del 45 %, può diminuire il rischio di cancro al seno del 79 % e del 50 % la probabilità che si sviluppi nella vescica.

Tu stai bevendo la quantità di acqua dovresti, tutti i giorni?

COCA COLA

In molti stati degli USA le pattuglie ferroviarie caricano due galloni di Coca Cola nel portabagagli per usarli nella rimozione di sangue sulla strada dopo un incidente.

Se si mette un osso in un contenitore con Coca Cola l?osso di dissolverà in 2 giorni.

Per pulire il Water: versarvi una lattina di Coca Cola e lasciar ?riposare? un?ora poi tirare l?acqua.

L?acido citrico della Coca Cola rimuove le macchie nelle stoviglie.

Per togliere macchie di ruggine dal paraurti cromato delle auto strofinare il paraurti con un pezzo di foglio di alluminio, (quello che si usa per incartare gli alimenti), bagnato con la Coca Cola.

Per ripulire oggetti corrosi da perdite di batterie di automobili versarvi sopra una lattina di Coca Cola e lasciarla sulla corrosione.

Per poter togliere una vite corrosa applicarci sopra uno straccio bagnato di Coca Cola e lasciarlo per qualche minuto.

Per togliere macchie di grasso dai vestiti versare una lattina di Coca Cola nella lavatrice con i panni sporchi di grasso, aggiungere il detersivo. La Coca Cola aiuterà a togliere le macchie di grasso.

La Coca Cola aiuta anche a pulire il parabrezza delle automobili.

Per nostra informazione:

L?ingrediente attivo nella Coca Cola è l?acido fosforico.

Il suo PH è 2,8 e dissolve un?unghia in 4 giorni circa.

L?acido fosforico inoltre ruba il calcio delle ossa e è il maggior contribuente all?aumento dell?osteoporosi.

Alcuni anni fa si fece una ricerca in Germania per ricercare il perché dell?apparizione dell?osteoporosi nei bambini a partire dai 10 anni (pre adolescenti). 

Risultato: eccesso di Coca Cola, per mancanza di controllo dei genitori.

I camion che trasportano la Coca Cola vengono identificati con la scritta MATERIALE PERICOLOSO che è riservata per il trasporto di materiali altamente corrosivi.

I distributori di Coca Cola usano la Coca Cola per pulire i motori dei loro camion da almeno 20 anni.

Ancora un particolare: La Coca Light è stata considerata sempre più per i medici e i ricercatori come una bomba ad effetto ritardato per colpa della combinazione Coca + Aspartame, sospettata di essere la causa del Lupus e dei dolori degenerativi del sistema nervoso.
E per finire, mia cognata che fa l?assistente ad un dentista, consiglia di NON lavarsi mai i denti dopo aver bevuto la Coca Cola perché toglie tutto lo smalto, e lo toglie per sempre!
LA DOMANDA E?:
?Vorresti un bicchiere d?acqua o uno di Coca Cola??

Non ruberesti mai…

Posted in QUESTIONI LOCALI on Novembre 21, 2008 by culturaepotere

salesiani

Posted in QUESTIONI LOCALI con i tag , , on Novembre 6, 2008 by culturaepotere

 

Salesiani

 

In un paese dove la libertà di stampa ( più specificamente nella televisione) è quasi assente per un paese democratico (siamo al 40 posto al mondo), ci si deve muovere con i piedi di piombo quando si vuole puntare il dito contro qualcuno, specie quando “quacuno” occupa una delle migliaia di poltrone politico/amministrative di questo paese.

Vorrei parlare della questione Salesiani: l’ altro giorno è uscito sul tirreno un articolo in cui si parla di una possibile trasformazione del complesso in un albergo e un centro di benessere. Un paio di anni fa, mi ero interessato alle salisiani, perchè è un luogo decisamente bello e che può diventare qualcosa di interessante. Invece finora risiede abbandonato, semplicemente perchè sta fuori dal circolo della moneta, che sembra essere l’ unica cosa che interessa la maggior parte dei pietrasantini da un pò di tempo. Secondo le mie fonti comunque, la struttura può essere utilizzata solo per fini culturali. Sono curioso dnque di vedere nel futuro come si svilupperà questa vicenda, e se la parola democrazia funziona solo per chi ha soldi da investire.

Adotta un Italiano!!

Posted in QUESTIONI INTERNAZIONALI con i tag , , , , on Ottobre 11, 2008 by culturaepotere

lettera del collettivo autistici.org

Posted in QUESTIONI INTERNAZIONALI, QUESTIONI LOCALI con i tag on Settembre 21, 2008 by culturaepotere

 

  + Noi non abbiamo paura In questo periodo di ansie e tremori abbiamo riflettuto un poco nella nostra lista di gestione sul senso di tutta questa paura e rancore senile che attraversano lItalia.

Qualche volta venivano fuori delle cose interessanti. Qui di seguito ce un testo scritto da uno di noi, transitato in lista e che vogliamo riproporvi. Doveva essere linizio di un discorso piu ampio, ma che non siamo ancora riusciti a progettare per bene. La senti? Quella stretta che sale dallo stomaco fino a chiudere le vene nel cervello? Quello sbalzo di pressione nello sterno che ti fa voltare mentre cammini da solo in una splendida notte estiva? Quellistinto indotto che ti fa guardare storto il ragazzo che passa dallaltra parte della strada. E la paura. La senti? Eppure fino a ieri non la sentivi, non ne sentivi alcun bisogno.

Eppure e li, e non sai come e nata nella tua testa. Fino a ieri non avevi paura di camminare per strada, non avevi paura di offrire da accendere a qualcuno alla fermata del bus, non sceglievi quale strada percorrere in base alla presenza di un lampione. Invece adesso capita. Ma cambiato qualcosa? Qualcosa di cui non ti sei accorto e che ha fatto nascere la paura? No.

La verita e che non e cambiato niente. La verit che i ritornelli rimangono in testa molto di pi che i ragionamenti. La verita e che e difficile spiegarti perche vivi peggio se non per colpa di qualcuno per strada. La verita e che la paura non ti serve. Serve a qualcun altro. Allora il punto e proprio questo. Perche dovresti aver paura? Coshai da perdere? Coshai che qualcuno ti vorrebbe portare via? Niente. Allora forse la paura serve a renderti codardo, a renderti malleabile, a farti accettare quello che non accetteresti a mente fredda. La paura e una merce di scambio: io mi prendo la tua paura, ma tu mi regali la tua liberta e la tua dignita. Un tre per due taroccato in cui ci rimetti solo tu. Noi non abbiamo paura. Non abbiamo paura perche sappiamo vedere la verita nelle strade e nelle persone intorno a noi. Non abbiamo paura perche non vogliamo arrenderci.

Non abbiamo paura perche abbiamo spento la televisione e abbiamo ricominciato a parlare. Non abbiamo paura perche di paura si nutre il potere.

La paura ti mangia il cuore e ti spegne il cervello. Noi vogliamo avere coraggio. Perche quando ti raccontano che tutto e finito, che sei circondato dalla ferocia, dalla crudelta e dalla follia, dalla notte, la verita e che ce sempre un po di luce, una fioca stella che illumina anche il cielo piu oscuro.

Noi non abbiamo paura della nostra vita, abbiamo paura della vita che vorrebbero per noi, dellodio che spargono per confonderci le idee, della nebbia che impedisce di riconoscere il tuo simile e che facilita il compito ai veri carnefici. Non e difficile. Basta aprire gli occhi. E guardare dritto davanti a se. Fino allorizzonte.

ferro e agosto

Posted in QUESTIONI LOCALI on Agosto 14, 2008 by culturaepotere

con il nuovo anno vengono nove sorprese.

Molt più debiti e carovita fanno si che tanta gente faccia le ferie accorciate, oppure le fa a casa sua, oppure, nel peggio dei casi, non le faccia affatto.

Mentre un esercito di lavoratori precari e non, si rompe il filo della schiena tutti i giorni per poter scambiare la propria paga con viveri, affitto e qualche piccola lussuria, una minoranza (non solo politica) vive nella furbizia cogliendo ciò che il lavoratore onesto non vede, o vede giustamente nella maniera losca.

Mi chiedo quanto ancora riuscirà a durare lo stato attuale delle cose, quanta pressione reggerà ancora il sistema, o meglio, la gente. Mi chiedo dove andrà a finire la generazione di giovani di oggi, come reagirà il giorno che crescerà alle tante mancate occasioni di rendere il mondo migliore. E mi chiedo in tutto questo, dove sono i loro genitori.

Un sacco di domande, ma poche risposte precise e sicure.

nella speranza che ognuno riesca a rendere il suo modo migliore, e dopo si accorga di fare parte di un mondo sociale.