Mi ritrovo che sto camminando verso le poste. Sono le 11 di mattina, il cielo è in pieno colore grigiastro. Ha appena piovuto, e sono sicuro che ci sarà pieno, perchè quando piove così tanta gente non lavora. Sono anche consapevole di un’ altra cosa:
alle poste non ci sarà nessuno che conosco, o meglio dire nessuno della mia età. Apro la porta, prendo un biglietto e mi siedo, aspettando il mio turno.
Ho fatto centro in tutte e due le cose, bingo. è pieno di gente, e nessun giovane. Tutte persone di media età, donne che si ritrovano per chiaccherare, uomini d’ affari, lavoratori. Tutti sopra i trentanni minimo. Dove sono finiti tutti i giovani? Dove sono tutti? dov’ è la nuova generazione? Osservo una donna, seduta che impasticcia con tanti fogli. Tra me e me penso, che magari sta occupandosi delle cose per suo figlio, oltre alle sue. Suo figlio/a ha delegato a lei il compito di occuparsi di pagare bollettini, roba simile. Tocca a me. Faccio quello che devo fare, poi esco.
Vado alla banca. Anche qui pieno di gente, e nessun giovane. Anzi c’ è n’ è uno. accompagnato da una cheprobabilmente è sua madre. Come probabilmente dovrà comprare qualcosa con lei dopo la banca. oppure altre cose, non lo so, ma sono sicuro che senza di lei, il figlio non sarebbe entrato lì.
Un altro pensiero comincia ad affiorare dentro di me; Io non dovrei essere qui. Cosa ci sto a fare. Potrei semplicemente delegare anchio a mia madre. Al posto mio qui ci dovrebbe essere lei, allora perchè io sono qui, in mezzo a questa gente, mi sento strano, mi sento solo, mi sento che non dovrei esserci.
E invece voglio esserci. Voglio essere qui, voglio essere rappresentato da me stesso, voglio occuparmi delle mie faccende, voglio essere adulto. Questo è uno dei primi passi. Io sono della nuova generazione, e voglio essere presente nella situazione.
Come detto prima, non abito lontano dai miei genitori e quindi potrei delegare a loro quando voglio. Sbagliato, io ci sono.
Parlando di altre cosa, non mi fermo neanche davanti hai soliti discorsi sul lavoro.
Ma che fai, prendi quel posto fisso, ti fa bene, che sei pazzo a rifiutarlo, cosa vuoi fare, fatti un pò di anni, e poi verrai rispettato.
Si perchè essendo giovane, fra tante persone non ho possibilità di parlare. O meglio, nessuno mi ascolta. Nessuno mi valuta, nessuno mi considera. Io me ne frego, andrò avanti per la mia strada, riuscirò a costruire qualcosa.
Io sono il futuro di questo paese, io sono una giovane speranza. Riuscirci, o fallire provando. Io ci riuscirò, non mi fermo davanti ha nulla. Non cedo, non mollo, non do nemmeno un centimetro a quelli che credono che essendo giovane non valgo nulla.
Io valgo, io ci riesco, io lo faccio.