Il problema dello zucchero…
Pubblicato su I MIEI PENSIERI, QUESTIONI INTERNAZIONALI con i taglo zucchero da dipendenza, zucchero nel cioccolato il Luglio 8, 2008 da culturaepotere“Lo zucchero ci da armonia”
questo è lo slogan che si trova su una busta di zucchero di una marca che non ricordo.
“lo zucchero ci da dipendenza”
questo è quello che ci conferma qualsiasi dietologo.
Il problema dello zucchero coinvolge un pò tutti: chi è che non mangia un pezzo di cioccolato, di gelato, o di latte al cioccolato? su tutti questi prodotti, lo zucchero è il maggior ingriediente. Ciò vuol dire che noi mangiamo una barretta di zucchero aromatizzata al cioccolato.
Perchè gli ingriedienti su un prodotto devono per forza essere in ordine di percentuale. Ciò da una forte dipendenza dallo zucchero, che non fa molto bene.
Un altro punto, su cui non voglio entrare, è che lo stesso zucchero e cacao vengono prodotti di solito nelle zone più povere del mondo, attraverso la monocoltura, facendogli mancare il pane per poter dare a noi lo zucchero.
Imperialismo, materialismo storico e quarto stato
Pubblicato su I MIEI PENSIERI, QUESTIONI INTERNAZIONALI con i tagcolonialismo fine 800, imperialismo 800, imperialismo di fine 800, imperialismo generale il Luglio 4, 2008 da culturaepotereDI Lucien cattai
L’ IMPERIALISMO DI FINE OTTOCENTO
DEFINIZIONE DEL TERMINE
Con il termine Imperialismo si indica la tendenza di un popolo a imporsi su un altro popolo più debole, con il fine di acquisire vantaggi economici.
A differenza del Colonialismo, che pressupone per forza l’ occupazione militare, l’ imperialismo si impone economicamente, cuturalmente e politicamente sul popolo dominato, generando una subordinazione politica e sociale, non meno oppressiva degli effetti del Colonialismo.
Nel caso del colonialismo infatti, si mira a combattere la popolazione locale e a insediarvi propri abitanti nel territorio.
Nel caso di imperialismo invece, si mira a sfruttare e far lavorare nei settori primari e secondari la popolazione locale attraverso pochi funzionari e ruoli chiave nel settore terziario, ed è il governo (dei paesi imperialisti) a mantenere uno stretto controllo su tutte le decisioni.
BREVI ESEMPI DI COLONIALISMO PRE-OTTOCENTESCO
Di colonialismo si può parlare fin dall’ antica Greca, dove Atene costrinse alcune isole ad allearsi con essa. Cartagine nella sua epoca d’ oro occupò militarmente tutte le zone della costa del Nord Africa, e Roma creò un impero vasto comprendente l’ europa mediterranea e oltre ancora.
Il colonialismo extra-Europeo però, comincia nel ‘500 con i grandi viaggi di Esplorazione e conseguente “spartizione” del mondo tra Portogallo e Spagna. Tra tutto il 1500 e il 1800, diverse guerre e riversamento di differenti nazioni sulla scena internazionale, cambiano i protagonisti in questione.
Nell’ età dell’ Imperialismo, invece, l’ Inghilterra detiene il potere superiore ad altre nazioni, con un impero coloniale di 22 milioni di Chilometri.
LE ORIGINI DELL’ IMPERIALISMO
Le origini dell’ imperialismo vanno ricercate in vari punti:
–La grande evoluzione industriale dell’ ottocento dei paesi Europei, dell’ America e del Giappone. Infatti, c’ era la necessità di avere un maggior numero di materie prime e di trovare sbocchi commerciali dell’ eccesso produttivo dei grandi gruppi industriali, che non riuscivano a vendere ancora sul loro mercato interno (sui mercati esteri, invece, a causa del protezionismo, era molto difficile).
–La convinzione che uno stato non era potente e “completo” se non disponesse di un impero coloniale.
Per giustificare il colonialismo davanti all’ opinione pubblica, si ricorre ad una massiccia propaganda ideologica secondo cui gli stati economicamente evoluti (di solito europei) hanno il diritto e il dovere di far progredire quelli meno evoluti, trovando larghi cosensi sia tra la popolazione, sia tra i politici e industriali.
ALCUNI ESEMPI DI IMPERIALISMO IN ASIA
L’ esempio più emblematico di imperialismo è quello Inglese, da cui ricaviamo e approfondiamo la sua situazione nell’ Impero in India, dove ne 1858 comincia il primo vero e proprio controllo statale promosso dal governo;nel 1877 venne dato a titolo della regina Vittoria. Uno dei più improtanti provvedimenti che fu propiziato a livello economico fu di far chiudere le industrie tessili, che era l’ unica forma di industrializzazione presente e radicata sul territorio a livello nazionale,e permise (oltre al già presente sfruttamento delle materie prime) all’ Inghilterra di vendere i suoi prodotti eccessivi sul mercato indiano.
Un altro esempio interessante di Imperialismo è quello Giapponese:
Un paese che nel 1800 viveva come uno stato feudale e isolato, e dove verso la metà del secolo venne l’ imposizione Americana di aprire i propri porti e sottoporsi a dei trattati commerciali completamente ingiusti; il Giappone era un paese privo di materie prime, e comincia a industrializzarsi e modernizzarsi, puntando dal lato industriale sulla manifattura della seta(importanso i bacchi e riesportando il prodotto finito), e da quello sociale su una struttura di governo fortemente centralizzata. Sul finire dell’ ottocento il Giappone si trovò a voler avere materie prime, e occupa la Corea. Poco dopo entra in conflitto con la Russia per l’ influenza sulla manciuria, e vince la guerra del 1904-1905. Questa vittoria comincia a sfare il mito dei paesi Europei “invincibili” , ed è fondamentale per tutti gli eventi storici dell’ estremo Oriente nel ‘900.
BREVE SITUAZIONE DELL’ IMPERIALISMO AFRICANO E LA MONOCOLTURA
Anche in Africa, con la conferenza di Berlino del 1884-85 vennero creati grandi imperi coloniali,e, seppur di diverso tipo, sempre simili a quelli in oriente. Francesi, Tedeschi, Inglesi, Spagnoli, Belghi, Italiani, fondarono impero di grandezze diverse.
I più grandi furono quelli Inglesi e Francesi, il primo comprendente l’ Egitto, il Sud-Africa, la Rodeshia del sud.Il secondo tutta l’ Africa sub-Sahariana, la tunisia, il marocco e l’ Algeria. Questi vasti imperi, essendo impiantati nelle zone più povere del mondo, mirarono più allo sfruttamento delle materie prime, che a creare degli stati solidi e mercati. Vennè importato il seme di Cacao o quello del caffè, creando una monocoltura in tanti paesi: questo sistema apre gravi difficoltà nell’ economia di un paese, poichè deve dipendere totalmente dall’ esportazione di quel prodotto e importare i beni di prima necessità(pane, pasta, riso). Questo fenomeno venne a crearsi perchè nei paesi imperialisti c’ era una forte richiesta di questi beni, e i governi volevano soddisfarli. Il problema della monocultura persiste anche oggi, ed è una delle cause di arretratezza nei paesi del quarto mondo.
LE CONSEGUENZE POLITICHE E SOCIALI DEI PAESI COLONIZZATI
Le conseguenze nei paesi colonizzati furono a larga maggioranza sconvolgenti e negative.
Di solito ci si appogiava a governi Oligarchici locali, ma che
Una conseguenza non voluta dagli Europei fu lo scambio culturale che si venne a creare: pochi fortunati poterono andare a studiare nelle università Europee, e vennero a conoscenza del livello di Democrazia raggiunto da questi ultimi; si finì per esportare quindi quello che meno si voleva, la democrazia e il diritto di autogovernarsi. Questo favorì nel novecento movimenti nazionalistici e di fortemente impregnati dal desiderio di essere liberi da qualsiasi colonizzatore.
é necessario citare che il colonialismo portò anche progresso come ferrovie, strade ponti, per favorire la velocità dei trasporti. Ospedali e biblioteche vennero costruiti per le classi dirigenti.
LE CONSEGUENZE POLITICHE DEI PAESI COLONIZZATORI
La maggiore conseguenza politica della colonizzazione fu una maggiore tensione tra gli stati che avevano interessi in diverse parti del globo, che però la maggior parte delle volte si conclusero con la diplomazia. E che invece scoppieranno nella prima guerra mondiale nel 1914.
La nascita del potente stato Tedesco(1871), sbilanciò l’ assetto Europeo e la spartizione delle colonie, perchè la Germania come potenza emergente si sentì discriminata nel peso complessivo mondiale.
In questo periodo si riscontra una maggiore parte dei governi che puntano a destra, o comunque tendenti al liberalismo economico.
In questo periodo nascono i partiti politici di massa, divisi tra quello nazionalistici e quelli socialisti, che per le une o le altre ragioni nascono in realzione (ma non solo) all’ imperialismo.
LA SECONDA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE IN RAPPORTO CON L’ IMPERIALISMO
A causa di un lungo processo di industrializzazione, avviene un cambiamento drastico nel metodo e azione della produzione in fabbrica. Possiamo definire come data di questo cambiamento il 1893.
Prima di tutto cambiano i materiali in questione, si passa dall’ energia del vapore a quella elettrica e del petrolio. Cambiano i metodi di produzione, viene applicata la teoria del Taylorismo, che trasforma l’ operaio specializzato in operaio semplice e aumenta la velocità dei processi produttivi.
Cominciano a nascere le prime industrie di macchine da trasporto private.
Tutti questi cambiamenti neccessitano di un ulteriore investimento di capitale per stare al passo con i tempi, e ciò porta alla soppressione della piccola industria a favore di quella grande.
Gli industriali e i proprietari delle fabbriche sono molto intrecciati con lo stato e quindi con e sue decisioni di politica estera e interna.
CONCLUSIONI GENERALI SULL’ IMPERIALISMO
In conclusione, l’ Imperialismo è stato un fenomeno determinante ed a coinvolti quasi tutti i paesi e zone del mondo. Molti paesi (specialmente extra-Europei) possono dire che è stato una fase saliente della loro storia.
Al giorno di oggi l’ Imperialismo si è evoluto sotto una forma diversa, ha seguito della decolonizzazione nel secondo dopoguerra, non si è arrestato affatto, ma è passato da una forma statale a una forma economica.
Non tutti gli storici sono daccordo nel definire che ancora oggi l’ imperialismo esiste.
Oggi a grande maggioranza attuato da multinazionali, che tedono ad appoggiare regimi oligarchici (di diverse ideologie) per procurarsi gli appoggi necessari ad attuare, nella maggior parte dei casi, uno sfruttamento economico intensivo o di materiali o di risorse umane.
KARL MARX
IL MATERIALISMO STORICO E L’ ANALISI DEL CAPITALE
IL MATERIALISMO STORICO
Con il materialismo storico Marx intende sottolineare che sono i rapporti materiali che determinano il nostro pensiero, e non il contrario. E cioè che la storia è un susseguirsi di eventi economici basati sopratutto sul lavoro, e che la filosofia, le idee e i concetti sono in relazione ad esso. Questo è in contrapposizione fortemente con l’ idealismo di inizio ottocento.
Approfondendo, la Struttura, è il rapporto economico, materiale e sociale, mentre la sovrastruttura comprende il modo di pensare degli uomini, le istituzioni religiose e giuridiche, la cultura, la politica e l’ arte.
La struttura poi si divide in tre ulteriori parti, che sono, in ordine preciso:
–Le condizioni della produzione e il territorio.
–Gli uomini che lavorano
–L’ organizzazione del lavoro
MODO DI PRODUZIONE CAPITALISTICO
Attraverso l’ opera “Il Capitale” , Marx analizza e spiega la sua teoria riguardante i modi di produzione nella storia dell’ umanità. Secondo Marx, il capitalismo è una fase o un evento storico, come lo è stato ad esempio il medioevo (fase Feudale) e ne predice il superamento.
La fase Feudale, era strutturata con un rapporto merci-denaro-merci, in cui si investivano merci e il fine erano le merci. Nella fase Capitalistica invece, l’ imprenditore lavora con un rapporto denaro-merci-denaro, dove si investe capitale liquido (soldi) e si rifinisce con i soldi.
Le merci hanno un duplice valore, quello d’ uso e quello di scambio.
Il primo valore è quello che si fa di un oggetto, come una scarpa che serve per coprirci, in relazione al sacco di farina che serve per mangiare.
Il secondo valore è quello di scambio, e cioè le ore necessarie e il costo per produrre quel’ oggetto.
Molti teorici di Economia criticano il valore di scambio di Marx, dicendo che il suo valore di scambio dipende dall’ andamento del mercato.
Anche l’ operaio è una merce, perchè viene acquistato dal Capitalista in cambio del suo valore (forza delle braccia) per produrre altre merci.
LA TENDENZA STORICA DEL CAPITALISMO
Il fine principale del Capitalismo è quindi di aumentare il profitto (o plusvalore).
A lungo andare però, emergono forze che sono di fatto autodistruttive.
La prima e più importante è la caduta tendenziale del saggio di profitto, in base alla quale il denaro ad un certo punto diminuisce invece che aumentare, questo perchè aumentano le macchine e diminuisce il lavoro vivo.
La crescente disoccupazione, porta ad una maggiore povertà dei lavoratori, e quindi un minore potere di acquisto. Marx definisce un esito inevitabile a tutte queste conseguenza il collasso del modo di produzione borghese-capitalistico.
IL QUARTO STATO
Il quadro è dipinto tra il 1898 e il 1901, da Giuseppe Pellizza da Volpedo, con lo stile del divisionismo, un ulteriore sviluppo del puntilismo.
è stato il risultato di un lavoro Decennale per Giuseppe, che aveva già realizzato un dipinto simile nel 1893, chiamato ambasciatori della fame. Come primo titolo l’ artista aveva scelto “cammino dei lavoratori”.
Nel quadro, un episodio di cronaca avvenuto viene trasformato in una celebrazione dell’ ideologia Socialista.
La folla di contadini straziati dalla fame avanza dal “buio” verso il “sole dell’ avvenire” pacificamente, ma con piena convinzione e piena coscienza di se. In primo piano un personaggio maschile, affiancato sul lato sinistro da un vecchio e a destra da una donna con un bambino, richiamando al simbolo della rinascita.
La scena è ambientata nella piazza del paese dove è nato Giuseppe, e per le posizioni sono stati fatti posare contadini del luogo.
Gli esami sono vicini…
Pubblicato su I MIEI PENSIERI, QUESTIONI LOCALI il Giugno 2, 2008 da culturaepotereVi dico solo questo:
il tema che porterò all’ esame sarà l’ IMPERIALISMO. interessante no? specialmente per me che potrò parlare di una materia che mi riguardo molto da vicino….
Scherzi a parte è stato molto bello approfondire e…
boh, non ce la faccio a scrivere ancora….
Buon esame a tutti, buon lavoro a tutti, buona vita a tutti
Grazie…
Pubblicato su I MIEI PENSIERI, QUESTIONI LOCALI con i tagpietrasanta blog giovanile politica sociale, pietrasanta politica giovani il Aprile 21, 2008 da culturaepoteregrazie di tutte le persone che hanno visitato il mio blog e un ringraziamento speciale per quelli che l’ hanno seguito…
per me e’ stato bello, anche perche’ trovo difficile a volte comunicare attraverso il dialogo, (non sono comunque uno squadrista), ma attraverso la parola scritta mi e’ piu’ facile esprimermi;
Ora piu’ di tutti mi serve il vostro aiuto, le vostre proposte, i vostri commenti, le vostre critiche.
Mi rendo conto che il mio blog e’ sopratutto anche personale, ma penso che la meta’ dei miei pensieri mentre ci sono sopra si dirige verso quella realta’ provinciale che e’ Pietrasanta e la versilia.
Mi reputo una voce giovanile tra voci piu’ grandi, tipo il blog diventato importante per la citta’ di Pietrasanta,
www.aprigliocchi.wordpress.com
oppure del blog divenuto importante per forte dei marmi, di cui pero’ non mi ricordo l’ indirizzo. :)
ciao
statistica sulle morti in Iraq….
Pubblicato su QUESTIONI INTERNAZIONALI con i tagmorti civili in iraq, statistiche sulle morti in iraq il Marzo 30, 2008 da culturaepoterecall center…
Pubblicato su I MIEI PENSIERI con i tagcall center assistenza psicologica il Marzo 27, 2008 da culturaepoteresto leggendo un libro che si chiama tecniche pubblicitarie, e fa parte del corso universitario di scenze della comunicazione…
Apro un pagina a caso, trove delle storie e testimonianze su chi lavora al call center,tra essi ci sono un universitario che vuole flessibilita’ e un impiegata ha tempo pieno.Di quest’ ultima, trovo… che Telework, un’ azienda che opera nel settore, spende piu’ di 100 milioni l’ anno per l’ assistenza Psicologico hai suoi impiegati a tempo pieno, ovvero i suoi venditori per telefono…
-Perche’ devono essere sereni e convincere chi parla con loro a comprare il prodotto.
Il mondo e’ malato, perche’ l’ azienda usa soldi cosi, mentre potrebbe semplicemente migliorare il prodotto che vende… invece soldi vengono spesi solo per fare pubblicita’ nel miglior modo possibile…
i miei pensieri
Pubblicato su I MIEI PENSIERI il Marzo 20, 2008 da culturaepotereHo cancellato il mio account youtube…
non so perchè, ma non mi piaceva come era strutturato, forse un giorno lo rifarò, ma non subito questo è certo…
In questo momento mi trovo in sud Italia, e per me è un’ esperienza nuova… molto interessante di sicuro…
certe cose erano come me le ero immaginato, altre no.
C’ è una cultura molto diversa qui (nooo che scoperta che hai fatto lucien), mi piace particolarmente questa non curanza che hanni gli edifici dall’ esterno, non importa se le case da fuori sono dipinte o no…
Una cosa invece che non mi piace è che qui la gente sporca, butta tutto dappertutto, cicche, volantini, materiali pubblicitari, piatti, ecc. certo che fanno proprio schifo… un pò di rispetto via…
Per il resto è molto bello, molto semplice… che dire
forse sono un pò troppo cristiani <(melo immaginavo<) ma ognuno ha i suoi difetti…
Ha proposito di cristianesimo, l’ altro giorno mi ha fermato uno di quelli della nuova bibbia, e ci ho parlato, la cosa che mi ha sorpreso di più è che lui era operaio… questo mi ha sorpreso, e anche il fatto chegesù volesse che noi vivessimo per sempre… sai che noia dopo un pò… quella donna che aveva 130 anni e ha visto morire intere generazioni della sua famiglia, diceva basta, un ce la fò più ammazzatemi, e questa gente mi dice che dobbiamo vivere per sempre…
ciao lucien cattai
uso della parola
Pubblicato su I MIEI PENSIERI con i tagpotenza di una parola, uso della parola il Marzo 11, 2008 da culturaepotereciao a tutti, in questi giorni ho pensato molto all’ uso della parola, e a quello che ne viene fatto.La penna, che per me rimane l’ arma piu` importante del mondo e piu` potente, perfino del carro-armato o del caccia bombardiere..infatti quando una dittatura militare instaura il proprio governo in un paese dopo una rivoluzione le prime cose che opta per controllare sono i sistemi di comunicazione, radio, tv, giornali…-anche pero` l’ arte e la musica non sono da sottovalutare, perche’ possono avere un minore impatto radicale nella gente, ma puo` essere mandato a piu` persone e ha piu` tipi di gente…la comunicazione, il sapere.- per me lo strumento piu` potente e divertente, istruttivo, catalizzato e non so altro e` la musica…-finche` in questo paese non avremo + cultura e + sapienza delle parole sara` molto difficile cambiare…
